Intelligenza emotiva

intelligenza emotiva

L’intelligenza emotiva può essere descritta come la capacità di un individuo di riconoscere e di gestire in modo appropriato le proprie emozioni e quelle degli altri.

In un mondo sempre più competitivo ed in rapido cambiamento, le aziende hanno compreso che i propri dipendenti oltre a “saper fare” devono “saper affrontare ogni situazione”. In altre parole, le tradizionali competenze tecniche non sono più sufficienti. È necessario arricchirsi di nuove abilità.

Le Soft Skills, sono sempre più richieste e fondamentali in campo professionale.

Tra le più richieste troviamo comunicazione efficaceattitudine al team-working e gestione dello stress, ma nel 2020 a fare la differenza saranno:

  • Creatività: soluzioni alternative per permettere all’azienda di crescere e superare i momenti di difficoltà.
  • Intelligenza emotiva: gestire le emozioni nel mondo del lavoro è importante, partendo dai rapporti tra colleghi e capi sino alla gestione dello stress e dei conflitti con gli altri.

 

Per il 74% dei manager intervistati per un’indagine condotta da un’azienda specializzata, l’intelligenza emotiva è uno dei fattori chiave per il successo. Perché chi è in grado di “adoperare” questa competenza possiede creatività, capacità di reagire agli insuccessi e autostima.

Si può imparare l’intelligenza emotiva?

Se le soft skills, e soprattutto l’intelligenza emotiva, sono caratteristiche innate non c’è possibilità di acquisirle o migliorarle.

Errato. Ad aiutarci vengono in soccorso le Hard Skills, le “vecchie” competenze professionali.

Per le aziende la formazione professionale dei dipendenti non è più un fattore trascurabile.

Crescere professionalmente, ampliando le competenze tecniche, aiuta anche a coltivare la reattività. Avendo le necessarie conoscenze si è in grado di sviluppare nuove soluzioni, limitando la frustrazione e aumentando l’autostima. Perché maggiore conoscenza rende più sicuri.

Secondo Chade-Meng Tan, ex software engineer di Google ed oggi presidente di un’organizzazione no profit che mescola meditazione, neuroscienza e tecnologia, la meditazione è al centro delle pratiche per incrementare la propria intelligenza emotiva.

Nel libro Search Inside Yourself, Meng individua cinque aree in cui “allenarsi” per migliorare la propria Intelligenza Emotiva. Le prime tre sono relative a noi stessi, e le altre due al nostro rapporto con gli altri:

  • consapevolezza di sé, ovvero la capacità di conoscere il nostro stato interiore, i nostri gusti, le nostre risorse e intuizioni;
  • autoregolamentazione, cioè l’abilità di controllare i nostri impulsi, le nostre risorse, e il nostro stato mentale;
  • motivazione, intesa come la capacità di mantenere le nostre azioni allineate ai nostri obiettivi;
  • empatia, ossia la consapevolezza dei sentimenti, dei bisogni e delle preoccupazioni altrui; 
  • competenze sociali, che riguardano la nostra abilità di influenzare gli altri.

Lavorando su queste aree, possiamo dunque aumentare i risultati che otteniamo nella vita e nel lavoro. 

Ma come potremo competere contro l’Intelligenza artificiale?

Semplice, non potremo. Lo stesso Jack Ma fondatore dell’e-commerce cinese Alibaba, sostiene che “Non possiamo insegnare ai nostri figli a competere con le macchine, perché queste ultime sono più intelligenti. Ma possiamo dar vita ad una nuova generazione di lavoratori. Più consapevoli, con idee originali e capaci di ascoltare e rispettare le opinioni altrui. Insomma, insostituibili. Dotati di un qualcosa di non replicabile nelle macchine: l’intelligenza emotiva.

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