Deep Work

Un lavoro ben fatto richiede spesso grandi dosi di attenzione, concentrazione e impegno.

Esistono svariate tecniche che si possono utilizzare per essere più efficienti ed efficaci. Una delle mie preferite è il Deep Work, che permette di migliorare i propri risultati.

Deep Work vuol dire lavoro “profondo”, cioè che richiede la massima concentrazione.

Il termine nasce dalle riflessioni di Cal Newport, professore di informatica, blogger e autore di volumi sulla produttività e sul lavoro.

Newport spiega come molti lavoratori di concetto sprechino il proprio tempo in uno “shallow work”, un lavoro superficiale. Compiti che chiunque potrebbe portare a termine: rispondere alle e-mail, pianificare la logistica, stare sui social media, etc.

Trascorrere più tempo in modalità Deep Work, quindi molto focalizzati e concentrati, invece genera risultati unici e di valore, e ci spinge a migliorare continuamente le nostre abilità.

Ma cos’è esattamente il Deep Work?

Nel suo libro Deep Work: Rules for Focused Success in a Distracted World Newport spiega che il Deep Work è la “capacità di concentrarsi su un compito cognitivamente impegnativo, senza badare alle distrazioni. Una competenza che consente di elaborare velocemente informazioni complesse, producendo risultati migliori in meno tempo”.

Le 4 fasi per la realizzazione di una sessione di Deep Work sono:

* Preparare la mente con un rituale che segni la transizione verso una forma di Deep Work, come per esempio spegnere il computer, mettere sul fuoco una macchinetta del caffè, etc.

* Chiarire gli obiettivi. Una sessione di “lavoro profondo” richiede una motivazione estremamente forte che può nascere solo con un obiettivo importante da raggiungere. Obiettivo che dobbiamo chiarire a noi stessi nella maniera più specifica possibile.

* Applicazione. In questa fase si passa al lavoro vero e proprio. Newport spiega che è fondamentale non accontentarsi ed uscire dalla propria zona di comfort: l’obiettivo deve essere abbastanza difficile da metterci in discussione, ma non troppo per non bloccarci del tutto, e quindi riuscire ad ottenere il massimo dalle competenze attuali e continuare a migliorare.

* Miglioramento. Lo stato mentale del Deep Work non è “naturale” per noi, richiede quindi un esercizio continuo per migliorare. È buona abitudine cronometrarsi, in breve ci si stupirà di quanto velocemente si è riuscititi a migliorare una volta stabilito con chiarezza l’obiettivo e fissato dei parametri per capire quanto si è produttivi.

Il Deep Work in sostanza ci permette di essere più produttivi e di non sprecare tempo ed energie. Se ti incuriosisce conoscere meglio questa tecnica e come funziona CONTATTAMI, avrai modo di capire come lavoro e come posso aiutarti ad essere più produttivo ed efficace. 

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